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Se n'è andato in silenzio, perchè la gente dignitosa fa così; Enzo Berzot è stato il tecnico che ha regalato la gioia di vincere un mondiale nell'82 ad un'Italia che anche allora aveva mille problemi, che vista oggi però sembrava magnifica....
La sua squadra, difesa contro tutti e tutto, è stato un magnifico esempio di gioco all'italiana, giocando nel 78 in Argentina il migliore calcio che ho visto praticare dall'Italia, assieme a quella del 82 e quella di Vicini nel 90; l'italia dei mitici anni 80 si scoprì grande e sognava di esserlo ancora di più; l'urlo di Tardelli nella finale di Madrid è entrato di diritto nell'immaginario collettivo, le parate di Zoff contro il Brasile negli ultimi minuti sono state un attentato alla salute pubblica, le sgroppate di Conti e Cabrini, l'eleganza di Scirea , la grinta di Gentile, i gol di Pablito, sono miti che il tempo non sgretola, simboli di un calcio che, purtroppo, non c'è più. Erano giorni bellissimi, dove chi scrive viveva la gioia di avere 18 anni in un paese che ancora non aveva conosciuto le veline e i tronisti, dove la tv era bella per davvero e dove i ragazzi uscivano senza nè cellulari nè computer, e conquistare una ragazza era un'impresa da effettuare senza Facebook, al massimo con la vespa ed un cornetto Algida. Bearzot guidava una nazionale che arrivava dal calcio scommesse, vicenda che aveva creato sconquassi enormi; schierava un centravanti atipico, Paolo Rossi, che arrivava da 3 anni di squalifica e che nelle prime apparizioni al mondiale aveva fatto letteralmente schifo; una stampa becera già allora si scatenò in un crescendo ed arrivò a ipotizzare relazioni omosessuali tra Cabrini e Tardelli; il risultato fu un silenzio stampa che fece scuola, un "noi soli contro tutti" attuato 30 anni prima di Mourinho e senza psicologi al seguito; dopo il passaggio del turno solamente per differenza reti con il Camerun erano davvero ben pochi gli ottimisti disposti a scommettere sull'Italia, soprattutto perchè il girone in cui venne inserita l'italia comprendeva l'argentina del giovanissimo fenomeno Maradona, ed il brasile più forte degli ultimi anni, una squadra fantastica con fuoriclasse assoluti del calibro di Falcao, Cerezo, Zico, Socrates e Leo Junior; praticamente una all-star priva però di un portiere e di un centravanti; come sovente accade quando l'Italia è con le spalle al muro, ecco il miracolo; contro l'argentina Gentile si incollò a Maradona e ne limitò estro e pericolosità con le buone o più spesso, con le cattive, le reti di Tardelli e Cabrini sancirono la sconfitta dei gauchos argentini nonostante il gol di Passarella. Contro il brasile in una delle più emozionanti partite che io ricordi, la stella di Pablito decise di ricominciare a splendere; 3 gol per una fantastica tripletta che fece piangere una nazione intera (il brasile), con una squadrà che peccò di presunzione nel volere vincere una partita pareggiata al 70° con Falcao nonostante il pareggio fosse sufficiente per qualificarsi. L'Italia dopo quelle magnifiche partite cambiò decisamente marcia, vincendo con relativa facilità sia semifinale con la polonia, che finale con i panzer tedeschi di K. Rummenigge e di quel "simpaticone" di Stieleke che ha martirizzato il mitico Oriali; quella nazionale è entrata nel cuore degli italiani perchè era brutta, sporca e cattiva e si trasformò magicamente in una squadra bellissima, magnifico cigno, grazie soprattutto al lavoro di questo tecnico cocciuto come pochi ma con un rispetto e una educazione così lontani dalla beceraggine imperante allora, e soprattutto, oggi. Durante quei giorni l'Italia era davvero felice, addirittura pareva che l'aria "profumasse"; eravamo tutti ragazzi senza una lira, ma avevamo sogni a non finire; ringrazio Bearzot grande "vecio" per averne realizzato almeno uno.... Mi mancherà, mi manca già...
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