| L'imperatore abdica... |
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| Scritto da Armando |
| Venerdì 10 Aprile 2009 15:01 |
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Adriano per ora dice basta ; si arrende e resta in Brasile... Non è mai facile scrivere di un calciatore in difficoltà ed evitare quel perfido piacere che tutti noi "sfigati" proviamo vedendo che i soldi non fanno la felicità, anche se vorremmo averli.
Adriano ha deciso di fermarsi e scendere da quella giostra impazzita che era diventata la sua vita; molto si è detto e scritto dell'Adriano godereccio e bevitore frequentatore dell'hollywood e di tutta quella galassia che costituisce la Milano "by night"; luoghi che hanno visto per anni frequentatori "normali" come Maldini moltissimi giocatori di tutta la serie , senza che si descrivessero le gesta di questo ragazzone dallo sguardo perennemente perso in un dolore che dalla morte del padre non è mai venuto meno. Adriano calciatore prometteva moltissimo (nel 2004 era probabilmente l'attaccante più forte al mondo), ma ha mantenuto molto poco e negli scudetti dell'inter centra molto marginalmente; la sua parabola tecnica è da anni costantemente in discesa, pur conoscendo momenti di rilancio e barlumi di quella grandezza che probabilmente è andata perduta per sempre. Curioso notare come i giocatori più problematici siano sempre quelli che da estremamente poveri sono diventati estremamente ricchi; gli esempi si sprecano, da Garrincha morto in miseria allo stesso Maradona giunto ad un passo o forse meno dalla sua completa autodistruzione; ora Adriano, giocatore dall'ingaggio principesco e dalla fragilità emotiva che lo rende molto vulnerabile; l'inter ha fatto tutto e di più per cercare di recuperarlo, usando spesso la comprensione e molto raramente il pugno duro, ma è stato tutto inutile, anche Mourinho e prima Mancini hanno usato bastone (poco) e carota (molto) per cercare di non perdere un patrimonio economico-tecnico importante per l'inter e per il calcio mondiale: tutto inutile... Per l'inter è una grave perdita economica non indifferente, visto i sacrifici che sono stati fatti per recuperare l'uomo e il giocatore. Abbastanza patetica l'affermazione di Adriano che non si considera malato, tipico di chi è in una forma di dipendenza (pare l'alcool); certo non aiuta il corrollario di fiamme, ex, e tutto uno squallido bestiario in cerca di scoop e pirme pagine che generino soldi facili. I giocatori brasiliani, tranne qualche notevolissima eccezione (Kakà, J. Cesar), non sono propriamente un esempio di vita morigerata; troppe volte giocatori brasiliani non hanno dato tutto quello che potevano dare (Ronaldo, Ronaldinho, Rubinho, e prima ancora Edmundo, hanno ripempito le pagine di gossip e cronaca... Adriano si ferma prima che il ciclone della vita lo distrugga, il mio augurio è che non sia troppo tardi...
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