Scuola di calcio

La sora Camilla.... PDF Stampa E-mail
Scritto da Armando   
Martedì 30 Giugno 2009 13:47

La vicenda di Ibra sembra sempre di più quella della sora Camilla; tutti la vogliono, ma nessuno la piglia...

Forse è cambiato qualcosa... La vicenda di Ibra, che in maniera piuttosto discutibile si è messo sul mercato, è stata gestita al meglio da Moratti con una maturità prima sconosciuta. Raiola, il procuratore volpone di Ibra ha provato a fare nuovamente il giochino che in pochi anni ha portato Ibra a triplicare il suo ingaggio: si comincia a fare circolare con insistenza notizie dell'interessamento di top team per il giocatore, grazie all'aiuto di qualche giornalista compiacente; Moratti si spaventa perchè legge sui giornali notizie che avvalorano queste ipotesi e, come spesso è accaduto in passato, in lui il tifoso ha la meglio sul presidente e, per paura di perdere il giocatore, apre i cordoni della borsa.

Questa volta però il giochino non è riuscito per due motivi:

Moratti, memore anche dell' esperienza Ronaldo ha deciso di verificare di persona l'interessamento; gli è bastato parlare con La Porta per capire che l'interessamento era più teorico che reale, visto che l'unica offerta mai smentita è quella che prevedeva lo scambio con Eto'o e 10 milioni, lontana anni luce dalla valutazione interista (70 milioni di Euro); a questo punto Moratti ha capito che il contratto che lega il giocatore svedese ai colori nerazzurri (12 milioni di Euro netti) era un contratto che potevano permettersi al max 3-4 squadre al mondo. Moratti ha preso la palla al balzo ed è partito in contropiede dichiarando: "Chi vuole Ibrahimovic lo deve acquistare al prezzo che stabiliamo noi!; a questo punto Raiola ed il suo assistito si sono trovati con le spalle al muro e non hanno potuto fare altro che abbozzare, facendo una vistosa retromarcia e cambiando registro: non più dichiarazioni apertamente arroganti ed "ostili", ma dichiarazioni piuttosto concilianti alla "volemosi bene" che stridono palesemente con quelle rilasciate alla fine del campionato. In realtà Ibra ha preso atto che non c'è un'altra squadra in grado di garantirgli il mega ingaggio che gli assicura Moratti; l'alternativa sarebbe stata decurtarsi di parecchio l'ingaggio, ma anche così facendo non è facile trovare una società a questo punto della stagione, e la coperta rimane dannatamente corta.

L'ambiente interista ha dimostrato maturità e grande senso pratico e chissà che la politica del "tutti importanti, nessuno indispensabile" non contribuisca a riportare un po' di ritegno nelle pratiche di questi procuratori, spesso arroganti e maneggioni.

Altro caso spinoso quello di Maicon, che nonostante un contratto rinnovato solo qualche mese prima, e l'ultimo terzo di campionato non giocato a causa di un infortunio rimediato in nazionale, ha battuto cassa in modo indegno, sostenendo che si aspettava "dei complimenti", ovviamente sul suo conto in banca; anche in questo caso l'inter ha saputo gestire al meglio la vicenda, non cedendo allo squallido ricatto.

E' ora di smetterla di subire questi ricatti dai procuratori ed agire in modo duro: esemplare in questo senso, il comportamento di Lotito, decisamente un osso duro, che ha minacciato senza giri di parole di "inchiodare" Pandev alla panchina per un anno per fargli rispettare il contratto.

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Giugno 2009 16:09